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Politica Comunitaria della Pesca

La Politica Comunitaria della Pesca (PCP) è diretta a garantire la sostenibilità a lungo termine del settore ittico, disciplinando la conservazione, la gestione e lo sfruttamento delle risorse della pesca, e fare in modo che le attività di pesca e acquacoltura abbiano limitate ripercussioni sull'ambiente. La politica comune della pesca è stata riformata nel 2002 al fine di assicurare uno sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche.

La riforma ha introdotto un approccio di tipo precauzionale per proteggere e conservare tali risorse e per ridurre al minimo l'impatto della pesca sugli ecosistemi marini. Essa ha avuto inoltre l'obiettivo di contribuire a promuovere un'attività di pesca efficiente nell'ambito di un settore della pesca e dell'acquacoltura economicamente redditizio e competitivo, garantendo un equo tenore di vita a coloro che dipendono dalle attività di pesca e tenendo conto degli interessi dei consumatori. Nel 2008 la Commissione ha avviato una revisione della politica comune della pesca basata sull'analisi dei successi e delle lacune della politica attuale; essa inoltre esaminerà altri sistemi di gestione della pesca al fine di individuare alcune possibili alternative per iniziative future Per evitare che la pesca eserciti una pressione eccessiva sulle risorse ittiche, la PCP prevede misure di conservazione che, oltre a stabilire la limitazione delle catture e dello sforzo di pesca, comportano misure tecniche (regole relative agli attrezzi da pesca e alla taglia minima allo sbarco) e impongono l'obbligo di registrare e comunicare le catture e gli sbarchi.

La politica comune della pesca è dunque indispensabile all'Unione europea. Il compito di tale politica è di interessarsi alla dimensione biologica, economica e sociale della pesca. Nell'ambito della politica comune della pesca sono adottate misure coerenti riguardanti: 

  • la conservazione, la gestione e lo sfruttamento delle risorse acquatiche vive, 
  • il contenimento dell'impatto ambientale della pesca, 
  • le condizioni di accesso alle acque e alle risorse, 
  • la politica strutturale e la gestione della capacità della flotta, 
  • il controllo e la sorveglianza, 
  • l'acquacoltura, 
  • l'organizzazione comune dei mercati, e le relazioni internazionali. 


Il Fondo europeo per la pesca (FEP) rappresenta la componente finanziaria della PCP. Istituito per un periodo di sette anni (2007-2013) con un bilancio complessivo di circa 3,8 miliardi di euro, il FEP ha lo scopo di sostenere gli obiettivi della Politica comune della pesca (PCP) e, in particolare, di: 

  • incoraggiare lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca e un equilibrio stabile tra tali risorse e la capacità di pesca della flotta comunitaria; 
  • rafforzare la competitività e redditività degli operatori del settore; 
  • promuovere metodi di pesca e di produzione rispettosi dell'ambiente; 
  • fornire un sostegno adeguato a coloro che operano nel settore; 
  • favorire lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca.

15/11/2018